(AGENPARL) – mer 15 luglio 2020 “Il 2 gennaio 2017, con l’entrata in vigore della scellerata Riforma Madia, i primi Carabinieri misero piede nel palazzo di Via Carducci, sede storica del glorioso Corpo Forestale dello Stato, ed iniziarono l’opera di demolizione psicologica dei Forestali: bacheche sindacali oscurate, le immagini delle attività istituzionali del CFS sostituite da una gigantografia de LA CARICA DI PASTRENGO, persino la rimozione delle vecchie scritte in metallo tutelate dalle Belle Arti, tornate al loro posto in fretta e furia dopo l’intervento della Soprintendenza. La damnatio memoriae ha toccato il culmine il giorno dedicato a San Giovanni Gualberto, completamente ignorato dall’Arma. Ora è la volta delle strutture sanitarie Forestali, cancellate da una discutibile proposta di riorganizzazione ben lontana da oggettivi criteri di riorganizzazione”.
“La Rappresentanza Militare locale, con una delibera ad hoc, ha così ben evidenziato le enormi contraddizioni del progetto di revisione dello strumento sanitario dell’Arma, che l’On. Maurizio Cattoi ha ritenuto opportuno depositare l’interrogazione a risposta in Commissione n. 5/04335 per chiedere di rivedere la decisione sulla chiusura dell’infermeria presidiaria del Comando Unità Forestali A.A., alla luce della preziosa attività svolta in maniera molto virtuosa. Il suddetto presidio sanitario, infatti, pur se sotto organico, ha ottimamente servito una platea di utenti così elevata che ne fanno, per importanza, la terza struttura della Regione, mentre sono presenti nel Lazio altre Infermerie che, pur avendo personale in soprannumero, rivolgono le loro attività ad un bacino di utenti molto ridotto. Qual è dunque il vero motivo della chiusura della struttura sanitaria al servizio dei Forestali? Il Ministro Guerini lo spieghi almeno al Parlamento“.